La Fattoria di Ehrensberg

L’azienda modello HiPP per la biodiversità

HiPP sperimenta presso la remota Fattoria di Ehrensberg dei metodi ambientali per il miglioramento della biodiversità. L’obiettivo è quello di gestire questa fattoria biologica come azienda modello in maniera sostenibile ed efficiente, rendendola un modello per i produttori HiPP.

È nostra intenzione mostrare come la sostenibilità e la protezione della biodiversità possano essere integrate nella quotidianità agricola.

 

La Fattoria di Ehrensberg

L’obiettivo è quello di gestire questa fattoria biologica in maniera sostenibile ed efficiente, rendendola un’azienda modello per i produttori HiPP.

 

Qualità del suolo

Fieno biologico, farina di roccia, concimazione con letame non liquido e altri metodi naturali migliorano la fertilità del suolo.

 

Antiche razze

Alcune antiche razze come la vacca Bruna Originale (di cui sono rimasti soltanto 500 esemplari in Baviera) garantiscono la diversità della specie.

 

Ecosistemi

Ai margini dei campi e nei prati vengono creati nuovi habitat come pascoli boschivi, filari di alberi, siepi di protezione selvatiche (ad es. per l’averla piccola a rischio d’estinzione), siepi di rami secchi, ceppi con radici e bordure fiorite.

Pianificazione delle colture e raccolta di dati scientifici

La determinazione ecologica del sito di una fattoria e di un terreno agricolo offre proposte d’azione concrete per migliorare la biodiversità e la protezione della natura.

Nell’ambito di questo progetto cooperiamo con Bioland, l’Università Tecnica di Monaco, quella di Hannover e l’Associazione bavarese per la protezione degli uccelli.

 

Per aumentare la diversità delle specie, alcune razze rare e antiche hanno trovato “casa” nella fattoria di Ehrensberg: la vacca Bruna originale, di cui in Baviera esistono soltanto 500 esemplari, le pecore Skudde (che contano attualmente 1.000 capi in tutta la Germania) e l’antica razza di polli Appenzeller dal ciuffo.

Secondo la Lista rossa, in cui sono elencati gli animali da reddito a rischio, la razza bovina Bruna Originale è una specie “fortemente minacciata”. Nella Fattoria di Ehrensberg, il progetto di HiPP per creare un modello di agricoltura sostenibile, questa razza viene allevata rispettando il benessere dell’animale. La Bruna originale deriva dal cosiddetto “bovino delle torbiere” che pascolava sui laghi prealpini oltre 2000 anni fa.

In cooperazione con l’Associazione bavarese per la protezione degli uccelli (LBV), nella Fattoria di Ehrensberg sono stati realizzati progetti di reintroduzione finalizzati al reinsediamento di animali come fagiani, barbagianni, ululoni dal ventre giallo e sanguinerole.

L’averla piccola è una specie importante per un ecosistema intatto. L’agricoltura intensiva toglie a questo uccello sempre più siepi e arbusti, suoi habitat naturali e oggigiorno l’averla piccola si annovera tra le specie a rischio estinzione. Questo raro uccello è rinomato per la sua abitudine di infilzare la sua preda sulle spine dei rovi; secondo la credenza popolare raccoglie sempre nove insetti prima di mangiarli.  Nella Fattoria di Ehrensberg e attraverso iniziative svolte dagli apprendisti, HiPP ha creato habitat nuovi per questo uccello realizzando, con rami e ramoscelli, siepi di rami secchi ai bordi dei campi.

Un “albergo” per gli insetti e un ricovero per le lucertole degli arbusti dovrebbero compensare la penuria di dimore naturali per questi animali. Con lo stesso scopo, vista la penuria di cavità naturali,  in tutta la fattoria sono stati collocati nidi artificiali per uccelli  per civette, storni, balestrucci, passeri, cinciallegre, falchi e pipistrelli.

Ai margini dei terreni coltivati e sui prati vengono creati nuovi ecosistemi come filari di alberi, siepi di protezione selvatiche (ad es. per l’averla piccola), siepi di rami secchi, radici e bordure fiorite, per offrire habitat naturali a rettili, uccelli, piccoli mammiferi e insetti. Il principio di una siepe di rami secchi non è quello di piantumare nuove siepi, bensì quello di lasciare che si formino grazie all’azione del vento e ai semi in volo. Rami, ramoscelli e sterpi vengono accatastati l’uno sull’altro formando una barriera lasca che a sua volta offre protezione alle piante che crescono. I vantaggi sono rappresentati, da un lato, dai bassi costi di costruzione, dall’altro, dal fatto che i rami morti accatastati in maniera allentata creano un habitat naturale per numerose specie ormai rare.

Nell’agricoltura convenzionale, per ragioni di redditività, i campi e i prati vengono coltivati fino ai margini dei sentieri. Per promuovere la biodiversità e la sostenibilità, facciamo crescere siepi di protezione selvatiche con legno morto e fiori selvatici indigeni. Queste siepi fungono da habitat per diverse specie animali, da barriera frangivento per il bestiame e riducono al contempo l’erosione del terreno.

Questi nidi, ricavati da tronchi trovati in natura, fungono da luogo per la cova di gheppi o allocchi. Purtroppo al giorno d’oggi è prassi comune rimuovere dai boschi il legno morto che rappresenta invece un luogo di nidificazione naturale per gli uccelli. Ecco quindi che queste casette rappresentano un’alternativa importante.

Tante persone potrebbero certamente vivere senza miele, ma non senza le api. Questi insetti, infatti, non solo ci forniscono il miele, ma sono soprattutto responsabili dell’impollinazione dei fiori, assicurando così l’esistenza delle piante e contribuendo ai buoni raccolti dei coltivatori: senza questi animali il raccolto frutticolo sarebbe in pericolo. La morte o le malattie delle api sono quindi un problema che riguarda tutti noi. Ecco perché HiPP si impegna per preservare l’habitat naturale anche delle api con progetti di biodiversità. La Fattoria di Ehrensberg ospita sei  colonie di api per contrastare la drammatica moria di questa specie.

Tre elementi dell’agricoltura sostenibile nella Fattoria di Ehrensberg: una vecchia razza di vacche al pascolo, la realizzazione di barriere di legno morto ai margini dei campi e un riparo naturale per la mandria in un bosco di faggi rossi.

Migliorare la qualità del suolo

Per quanto concerne il miglioramento della fertilità del suolo, nell’ambito del progetto modello vengono sperimentati diversi metodi come per es. l’utilizzo della farina di roccia per legare l’ammoniaca, la concimazione con letame non liquido e altri metodi naturali. Vengono inoltre implementate misure volte a supportare la salute degli animali come per es. l’impiego di microorganismi effettivi o di fieno biologico come strame.