Luglio 2014  |  Protezione delle api

Le api: aiutanti laboriose indispensabili per la nostra vita

Perché le api sono così importanti per tutti noi?

Il ronzio delle api porta vita nei nostri giardini, il loro miele addolcisce la nostra vita, il loro veleno trova impiego nella medicina per il trattamento delle infezioni, le candele prodotte con la loro cera illuminano le serate e il propoli è un ottimo alleato per il nostro sistema immunitario.

Questi insettini sono molto preziosi per l'uomo. Con il loro zelo proverbiale sono tra gli animali utili più importanti del nostro pianeta. Il loro compito principale è quello di provvedere all'impollinazione delle piante e senza questo "servizio gratuito" saremmo costretti a rinunciare a ben un terzo dei nostri alimenti.

L'ape mellifera è una colonna portante del nostro ecosistema. Oltre l'80% delle piante da fiore autoctone dipende infatti dall'impollinazione. Senza l'impollinazione entomofila, molte piante non potrebbero formare né fiori né semi. L'ambiente, la nostra alimentazione e la sopravvivenza di molte piante ed animali sarebbero in pericolo.

Le api sono in pericolo!

Le api sono in pericolo!

  • Le api sono indispensabili per il mondo vegetale. Ma anche loro dipendono dal polline e dal nettare delle piante di cui si nutrono. È un rapporto di dare e avere! Fino a qualche anno fa i campi coltivati e i prati erano ricchi delle più diverse varietà di fiori: i campi di cereali erano un mazzo colorato di papaveri, fiordalisi e tanti altri fiori selvatici, mentre i prati erano variopinti tappeti di fiori. Oggi, però, gran parte di questa ricchezza è stata distrutta dall'industrializzazione del settore agricolo.

    Nei campi di cereali convenzionali oggi mancano le pianticelle infestanti biologiche e i prati sono stati trasformati in terreni a coltivazione intensiva. Per questo le api spesso soffrono la fame e in alcune regioni non potrebbero addirittura sopravvivere senza il nutrimento dato loro dagli apicoltori.

    L'impiego di pesticidi, come insetticidi e erbicidi, rappresenta una minaccia anche per questi insettini. Tali sostanze sono infatti assorbite dalle api, le avvelenano o ne modificano il senso dell'orientamento cosicché non riescono più a tornare all'alveare e muoiono.

    Anche la coltivazione di piante geneticamente modificate ha ripercussioni sulle api, perché l'equilibrio biologico viene pericolosamente minacciato e la biodiversità fortemente limitata. Inoltre, le api non sono ovviamente in grado di distinguere se una pianta è geneticamente modificata o no, e con il loro lavoro di impollinazione possono contaminare anche i campi coltivati senza ingegneria genetica.

    Un ulteriore pericolo è rappresentato dalle malattie, dai parassiti e dai virus importati da altri continenti, contro i quali le nostre api non hanno alcun meccanismo di difesa. L'esempio più eclatante è rappresentato dall'acaro Varroa proveniente dall'Asia: senza il trattamento da parte dagli apicoltori, tutte le colonie di api sarebbero state distrutte da questo parassita.

    HiPP sostiene l'associazione Mellifera e. V., che si adopera a favore di una apicoltura ecologica e per la difesa delle api tramite

    • La piantumazione di prati per le api
    • Lavori di ricerca e formazione
    • La costituzione di un sentiero didattico dedicato alle api

La vita delle api

La vita delle api

  • In un alveare vivono circa 40.000 api e in ciascuno sciame c'è soltanto una regina, il cui corpo è di dimensioni maggiori rispetto a quello delle altre api. Si può riconoscere facilmente grazie all'addome più lungo e alle ali corte. Il suo unico compito è quello di depositare fino a 2.000 uova al giorno! La regina si accoppia una sola volta nella sua vita durante il cosiddetto "volo nuziale", che può durare più giorni e nel corso del quale si accoppia con più fuchi, le api di sesso maschile.

     

     

    La parte più numerosa dello sciame è formata dalle api operaie. La durata della loro vita dipende dall'intensità del loro lavoro: le api che in estate devono lavorare più faticosamente, ad esempio, non vivono così a lungo come le compagne che vivono in inverno. Le api operaie provvedono alla cura e al nutrimento delle larve e dell'ape regina, costruiscono l'alveare producendo la cera per i favi e, infine, producono il miele dal nettare di fiori e piante. Dopo circa tre settimane le api operaie diventano api bottinatrici: escono e volano a raccogliere nettare, polline ed acqua, che portano all'alveare. Qui vivono anche diverse migliaia di individui di sesso maschile, i fuchi. Sono le api che si schiudono da uova non fecondate e sono privi del pungiglione velenoso. Poiché non possono alimentarsi da soli, i fuchi sono nutriti e curati dalle api operaie. La loro funzione è quella di accoppiarsi con l'ape regina e muoiono subito dopo l'accoppiamento o, al più tardi, in inverno quando vengono cacciati dall'alveare per lo scarseggiare del cibo.