La fattoria di Ehrensberg

Un'azienda modello per la biodiversità

Nel 2009, in cooperazione con alcuni ricercatori, Bioland e l'Associazione Bavarese per la Protezione degli Uccelli (Landesbund für Vogelschutz), HiPP ha avviato presso la Fattoria di Ehrensberg la sperimentazione di metodi che abbiano un impatto positivo sulla fertilità del suolo e sulla diversità delle specie nella praticoltura. L'obiettivo è quello di gestire questa fattoria biologica, entro il 2015, in maniera sostenibile, efficiente e nel rispetto della biodiversità, rendendola così un'azienda modello.

È nostra intenzione mostrare come la sostenibilità e la protezione della biodiversità possano essere integrate nella quotidianità agricola mettendo a segno dei miglioramenti. Nel lungo termine desideriamo fornire ai produttori HiPP indicazioni pragmatiche per implementare strategie vantaggiose in termini di costi e volte alla conservazione della biodiversità, così da incrementare il numero dei produttori che operano a favore la biodiversità.

Pianificazione delle colture e raccolta di dati scientifici

La valutazione ecologica del sito su cui sorge una fattoria offre proposte d'azione concrete per migliorare la biodiversità e la protezione della natura. Nell'ambito di questo progetto cooperiamo con Bioland, l'Università Tecnica di Monaco di Baviera, l'Università di Hannover e l'Associazione Bavarese per la Protezione degli Uccelli.

Antiche razze in fattoria

Per aumentare la diversità delle specie, alcune razze rare e antiche hanno trovato "casa" nella fattoria di Ehrensberg: la vacca Bruna Originale, di cui in Baviera esistono soltanto 500 esemplari, le pecore Skudde (che contano attualmente 1.000 capi in tutta la Germania) e la vecchia razza di "polli dal ciuffo" (Appenzeller).

  • Pecora Skudde
  • Pollo Appenzeller dal ciuffo

Un habitat per le specie minacciate della "Lista rossa"

Secondo la Lista rossa, in cui sono elencati gli animali da reddito a rischio, la razza bovina Bruna Originale è una specie "fortemente minacciata". Nella Fattoria di Ehrensberg, il progetto di HiPP per creare un modello di agricoltura sostenibile, questa razza viene allevata rispettando il benessere dell'animale. La Bruna Originale deriva dal cosiddetto "bovino delle torbiere" che pascolava sui laghi prealpini oltre 2000 anni fa.

Razza Bruna Originale
Nella Fattoria di Ehrensberg si sono insediate specie a rischio come gli ululoni dal ventre giallo.

In cooperazione con l'Associazione Bavarese per la Protezione degli Uccelli, nella Fattoria di Ehrensberg sono stati realizzati progetti di reintroduzione finalizzati al reinsediamento di animali come fagiani, barbagianni, ululoni dal ventre giallo e sanguinerole.

L'averla piccola (Lanius collurio) è un raro uccello delle siepi, essenziale per un ecosistema intatto.

L'averla piccola (Lanius collurio) è una specie importante per un ecosistema intatto. L'agricoltura intensiva toglie a questo uccello sempre più siepi e arbusti, suoi habitat naturali, e oggigiorno l'averla piccola si annovera tra le specie a rischio estinzione. Questo raro uccello ha l'abitudine di infilzare la sua preda sulle spine dei rovi; secondo la credenza popolare raccoglie sempre nove insetti prima di mangiarli. Nella Fattoria di Ehrensberg HiPP ha creato habitat naturali per questo uccello realizzando, con rami e ramoscelli, siepi morte ai lati dei terreni coltivati.

Ricovero per gli animali a rischio

Un "albergo" per gli insetti e un ricovero per le lucertole degli arbusti dovrebbero compensare la penuria di habitat naturali per questi animali. In tutta la fattoria sono stati collocati nidi artificiali per civette, storni, balestrucci, passeri, cinciallegre, falchi e pipistrelli.

Questi nidi ricavati da tronchi veri fungono da luogo per la cova di gheppi o allocchi. Purtroppo al giorno d'oggi è prassi comune rimuovere dai boschi il legno morto, che rappresenta invece un luogo di nidificazione naturale per numerosi uccelli. Ecco quindi che queste casette rappresentano un'alternativa importante.

È bene sapere che

  • Durante il periodo della covatura una coppia di barbagianni mangia fino a 30 topi al giorno.
  • Un pipistrello mangia ogni notte fino a 4.000 insetti.
  • Perché è bene proteggere le singole specie animali? Perché svolgono tutte funzioni di cui ci accorgiamo soltanto nel momento in cui le specie vengono meno. Per esempio, senza le raganelle ci sarebbero molte più zanzare.

Tante persone potrebbero certamente vivere senza miele, ma non senza le api. Questi insetti, infatti, non solo ci forniscono il miele, ma sono soprattutto responsabili dell'impollinazione dei fiori, assicurando così l'esistenza delle piante e contribuendo ai buoni raccolti dei coltivatori: senza questi animali il raccolto frutticolo sarebbe in pericolo. La morte o le malattie delle api sono quindi un problema che riguarda tutti noi. Ecco perché HiPP si impegna anche per preservare l'habitat naturale delle api con progetti di biodiversità. La Fattoria di Ehrensberg ospita sei sciami di api per contrastare la drammatica moria di questa specie.

È bene sapere che

  • Ben l'85% della produzione mondiale di alimenti dipende dall'ape da miele. Se le api si estinguessero, l'uomo non sarebbe in grado di sopravvivere, poiché i restanti insetti selvatici non riuscirebbero a provvedere all'intera impollinazione.
  • Una colonia di api conta fino a 60.000 api.

Creare nuovi ecosistemi

Ai margini dei terreni coltivati e sui prati sono stati creati nuovi ecosistemi come filari di alberi, siepi di protezione selvatiche, siepi morte, radici di alberi e bordure fiorite, per offrire habitat naturali a rettili, uccelli, piccoli mammiferi ed insetti. Il principio di una siepe morta è quello di creare una nuova siepe non ricorrendo alla piantumazione di nuove piante, ma lasciandola nascere grazie all'azione del vento e al volo dei semi. Rami, ramoscelli e sterpi vengono accatastati l'uno sull'altro formando una barriera che a sua volta offre protezione alle piante che crescono. I vantaggi sono rappresentati, da un lato, dai bassi costi di costruzione, dall'altro, dal fatto che il legno morto accatastato in questo modo crea un habitat naturale per numerose specie ormai rare.

Nell'agricoltura convenzionale, per ragioni di redditività, i campi vengono coltivati fino ai margini dei terreni. Per promuovere la biodiversità e la sostenibilità, facciamo crescere siepi di protezione selvatiche realizzate con legno morto e fiori selvatici indigeni. Queste siepi fungono da habitat per diverse specie animali, da barriera frangivento per le greggi e riducono al contempo l'erosione del terreno.

 

 

Tre elementi dell’agricoltura sostenibile nella Fattoria di Ehrenberg:

una vecchia razza di vacche al pascolo, la realizzazione di barriere di legno morto ai margini dei campi e un riparo naturale per la mandria in un bosco di faggi rossi.

È bene sapere che

  • Nonostante la presenza di siepi che riducono la superficie coltivabile, l'agricoltore consegue lo stesso rendimento. Infatti, anche se la superficie coltivabile si riduce leggermente, il rendimento rimane lo stesso perché migliorano le condizioni di crescita per le piante. Per esempio, nelle giornate calde, si crea un effetto di raffreddamento da evaporazione, che lascia crescere le piante coltivate senza stress.
  • Se si falcia l'erba ad un orario errato (ad es. intorno a mezzogiorno) si uccidono fino a 24.000 api da miele per ettaro e un numero indefinito di insetti selvatici.
  • Sui pascoli convenzionali, a causa della continua falciatura, esistono solo 3 - 5 specie di erbe, mentre in una fattoria che salvaguardia la biodiversità ne troviamo fino a 35 tipi diversi.

Migliorare la qualità del suolo

Per quanto concerne il miglioramento della fertilità del suolo, nell'ambito del progetto modello HiPP della fattoria di Ehrensberg vengono sperimentati diversi metodi come, per es., l'utilizzo della farina di roccia per legare l'ammoniaca, la concimazione con letame non liquido e tanti altri metodi naturali. Vengono inoltre implementate misure volte a supportare la salute degli animali quale, per esempio, l'impiego di fieno biologico come strame.

Numerosi fattori pregiudicano la qualità del suolo, soprattutto in agricoltura.

  1. L'urbanizzazione.
  2. L'inquinamento chimico causato dall'industria e dall'agricoltura con effetti a lungo termine sulla salute e sulla produttività del suolo.
  3. Il carico fisico dovuto ad un trattamento non corretto del suolo (macchinari ed attrezzature pesanti per la lavorazione del terreno, che ne distruggono il delicato equilibrio con la conseguente necessità di un maggiore impiego di prodotti chimici per